Ieri, 1 ottobre 2026, è iniziato il nuovo percorso di discepolato SCEB. Il nostro obiettivo è chiaro: equipaggiare discepoli che imparino a seguire Cristo, a vivere la Sua Parola e, a loro volta, a formare altri discepoli.
Non puntiamo a riempire un elenco di nomi né a costruire una folla attorno a un uomo. Vogliamo riconoscere e accompagnare persone che desiderano prendere Dio sul serio. Persone disponibili a lasciarsi correggere dalla Scrittura, a camminare nella comunione, a mettere in pratica ciò che imparano e a trasmetterlo fedelmente ad altri.
Qual è la missione di Dio?
Il primo incontro è cominciato con una domanda fondamentale: qual è la missione di Dio? Tornando all’inizio della Scrittura abbiamo visto che il proposito di Dio attraversa tutta la storia biblica. In Genesi, Dio crea l’uomo e la donna a Sua immagine e affida loro il compito di essere fecondi, moltiplicarsi e riempire la terra (Genesi 1:26–28). La terra doveva essere colmata da persone che riflettessero il carattere e il governo del loro Creatore.
Il peccato ha deformato questa immagine, ma Dio non ha abbandonato il Suo proposito. In Cristo vediamo perfettamente l’immagine del Dio invisibile (Colossesi 1:15) e, attraverso di Lui, uomini e donne vengono riconciliati con Dio e trasformati. Per questo la missione affidata da Gesù ai Suoi discepoli non consiste soltanto nel raccogliere decisioni: «Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato» (Matteo 28:19–20).
Moltiplicare ciò che Cristo forma in noi
La moltiplicazione biblica non è una corsa ai numeri. È Cristo che prende forma in persone fedeli, capaci poi di accompagnarne altre. Paolo lo esprime con chiarezza a Timoteo: «Le cose che hai udite da me in presenza di molti testimoni, affidale a uomini fedeli, che siano capaci di insegnarle anche ad altri» (2 Timoteo 2:2).
In un solo versetto vediamo diverse generazioni di discepoli: Paolo, Timoteo, uomini fedeli e altri ancora. Questo è il cuore del percorso appena iniziato. Ricevere, vivere, custodire e trasmettere. Non dipendere per sempre da chi insegna, ma crescere nella dipendenza da Dio, nella conoscenza della Scrittura e nell’ubbidienza a Cristo.
Una chiamata alla serietà
Il percorso richiederà costanza, sincerità e disponibilità a mettere in discussione abitudini, idee e modi di vivere alla luce della Parola. Non cerchiamo persone perfette. Cerchiamo persone sincere, disposte a perseverare e a permettere allo Spirito Santo di produrre una trasformazione reale.
Il primo incontro non è stato un semplice avvio organizzativo. È stato il richiamo a guardare oltre noi stessi. Dio forma discepoli perché la Sua immagine, resa visibile in Cristo, continui a raggiungere famiglie, città e nazioni attraverso vite trasformate.
Preghiamo affinché ogni partecipante non si limiti ad ascoltare, ma diventi un discepolo che vive la Parola e accompagna altri a conoscere e seguire Gesù. A Dio sia tutta la gloria.

