Nei giorni scorsi abbiamo incontrato a Siracusa Gino Baldwin Smith, responsabile di Athletes in Action Italy. Non è stato soltanto un incontro organizzativo: abbiamo condiviso le nostre esperienze personali con Dio, ciò che il Signore sta facendo nelle nostre vite e il desiderio comune di servire persone reali nei luoghi in cui vivono, lavorano e affrontano le proprie battaglie.
Raggiungere la persona, non soltanto l’atleta
Gino ci ha raccontato il servizio svolto nel mondo dello sport professionistico. Dietro una prestazione, un risultato o una divisa esiste sempre una persona completa, con un corpo da custodire, una mente sottoposta a pressioni, relazioni da vivere e un bisogno spirituale che nessun successo può colmare.
Athletes in Action Italy presenta questo lavoro attraverso quattro aree di crescita: fisica, mentale, sociale e spirituale. È un’impostazione nata per gli atleti, ma contiene un richiamo utile anche per ogni credente. Luca 2:52 mostra Gesù crescere in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini. La maturità non riguarda una sola parte della vita: ciò che crediamo deve arrivare anche al modo in cui trattiamo il corpo, affrontiamo le difficoltà, costruiamo relazioni e camminiamo davanti a Dio.
Una crescita completa
Quattro pilastri che coinvolgono tutta la persona
Crescita fisica
Prendersi cura del corpo con responsabilità, equilibrio e costanza. Il movimento non serve soltanto alla prestazione: aiuta a custodire il corpo e ad affrontare meglio la vita quotidiana.
Crescita mentale
Allenare la mente per affrontare difficoltà e pressione, imparando dagli errori e concentrandosi sulle responsabilità che dipendono da noi.
Crescita sociale
Crescere attraverso relazioni sane, servizio, fiducia e collaborazione. Nessuno raggiunge da solo tutto ciò che potrebbe diventare insieme agli altri.
Crescita spirituale
Ricordare che il valore della persona precede ogni risultato. Talento, successo e sport diventano strumenti da vivere con carattere, integrità e uno scopo più grande.
Una collaborazione da affidare a Dio
Gino ama profondamente l’Italia e si è trasferito con la propria famiglia a Roma per servire il Signore in un campo complesso e spesso poco raggiunto: lo sport professionistico. Ci ha parlato del lavoro portato avanti insieme a Gianluca, responsabile nazionale, e delle esperienze di servizio che stanno maturando anche nel contesto del calcio femminile della Roma e nei rapporti con il mondo sportivo nazionale.
Durante la giornata, attraverso alcune persone che collaborano con il sindaco di Siracusa, abbiamo ricevuto il suo contatto. Non lo abbiamo incontrato direttamente, ma affidiamo a Dio questa possibilità e preghiamo perché possa aprirsi in futuro un dialogo e una collaborazione per il bene delle persone attraverso lo sport. E, in mezzo a discorsi, progetti e due caffè rigorosamente italiani, il Vangelo è rimasto qualcosa da vivere: abbiamo potuto pregare anche per una cameriera, chiedendo che l’amore di Cristo raggiungesse il suo cuore.
Questo ci ricorda una verità semplice: il Regno di Dio non avanza soltanto attraverso grandi eventi. A volte una porta comincia ad aprirsi intorno a un tavolo, in una conversazione sincera o nella disponibilità a fermarsi davanti al bisogno di una persona.

